Parlando di cicatrici d’acne intendiamo genericamente tutti i “segni” che i brufoli lasciano sulla pelle. Si tratta in realtà di un termine molto generico. Esistono, infatti, diverse tipologie di cicatrici d’acne che è importante differenziare perché ognuna di queste richiede un trattamento differente per essere migliorata. Distinguiamo due grandi gruppi di cicatrici d’acne: quelle atrofiche, più comuni e con diversi sottogruppi, e quelle ipertrofiche, più rare.

Cicatrici d’acne atrofiche
Le cicatrici atrofiche sono le più frequenti. Sono piccole fossette che si creano sulla pelle. In base alla loro forma possiamo riconoscerne tre tipi:
Le icepick scars sono cicatrici strette e profonde, sembrano dei “forellini” sulla pelle. Hanno una forma a cono molto irregolare per cui è difficile trattarle solamente con i laser. La modalità in assoluto più efficace per rimuovere è il TCA CROSS anche se possono essere utili, in alcuni casi, la punch excision o il laser resurfacing CO2.
Le boxcar scars sono piccole depressioni con i bordi verticali dritti e ben demarcati, sembrano squadrate e possono essere profonde anche alcuni millimetri. Sono cicatrici difficili da trattare anche se diverse procedure possono essere utilizzate per migliorarne l’aspetto. Le più efficaci sono il laser resurfacing CO2 e il TCA CROSS nel caso di cicatrici piccole. Più raramente, e solo in casi selezionati, possono essere utilizzati l’RF microneedling, il laser q-switched o la punch excision.
Le rolling scars, al contrario delle precedenti, hanno i bordi arrotondati e conferiscono alla pelle un aspetto “ondulato”. Possono essere molto profonde e addirittura aderire alle strutture sottostanti. A volte si accentuano durante alcune “smorfie” del viso, ad esempio durante un sorriso. Le tecniche più efficaci per rimuoverle sono la subcision o la subcision-filling, la RF microneedling e, meno frequentemente, il laser resurfacing CO2.
Cicatrici d’acne ipertrofiche
Le cicatrici ipertrofiche sono molto meno frequenti di quelle atrofiche. Sono dure e sollevate sulla pelle, rotondeggianti a forma di cupola oppure allungate come le tipiche cicatrici “da taglio”. Si formano più spesso sul mento o sulla mandibola oppure quando l’acne colpisce la schiena o il petto. In alcuni casi c’è una predisposizione genetica. Sono più difficili da trattare delle cicatrici atrofiche e, a volte, possono anche riformarsi. Le tecniche che si possono utilizzare sono l’iniezione di steroidi, i laser vascolari, il laser resurfacing CO2, il laser q-switched e l’RF microneedling.
I trattamenti sono efficaci?
Assolutamente sì ma ad una condizione: ogni tipo di cicatrice necessità del suo specifico trattamento. È inoltre necessario prendere in considerazione il tipo di pelle, il numero di cicatrici, la loro sede e le caratteristiche del paziente. L’errore comune è quello di utilizzare sempre lo stesso trattamento a prescindere da tutte queste variabili, ottenendo così risultati mediocri. La soluzione alle cicatrici d’acne non è mai universale e non può essere affidata ad un singolo laser o dispositivo. Associare il tipo di cicatrice e il tipo di pelle al trattamento corretto è la chiave del successo.
Approfondimento: cicatrici d’acne, quali trattamenti sono efficaci?
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